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Pochi luoghi hanno la stessa potenza evocativa della Cappadocia. Non tanto per le sue formazioni più famose (i camini delle fate), né per le mongolfiere che riempiono il cielo all’alba intorno a Göreme, ma per l’insieme di elementi, colori e paesaggi che offre a chi la visita.

Ovunque si trovano formazioni rocciose erose dagli elementi e sfruttate nei secoli dall’uomo per gli scopi più diversi: allevamento di piccioni, culto, difesa, creazione di nascondigli. Ed è per questo che nelle varie località ci sono chiese, fortezze ed enormi città sotterranee scavate direttamente nella roccia.

Ho provato a fare un riassunto di ciò che ho visto – e dell’idea che mi sono fatto della regione – in sole quattro fotografie. Un esercizio per niente facile. Eccole qua:

Uno scorcio dalla cima del castello di Uçhisar.
Il castello di Uçhisar, scavato nelle rocce secoli fa e visibile a molti chilometri di distanza.
Il tramonto ai margini della Rose Valley.
Il cielo pieno di mongolfiere all’alba, vicino alla città di Göreme.