Rifiuti, corruzione, ambiente

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  • Intervista ad Antonio Pergolizzi
  • Rifiuti e corruzione
  • Quanto è difficile fare inchieste sull’ambiente

«I trafficanti di rifiuti si muovono dove ci stanno falle nei sistemi di controllo e nei sistemi di gestione. Sono straordinari nel trasformare i rifiuti in oro bypassando le leggi. Sono imbattibili perché non rispettano le leggi e quindi fanno concorrenza sleale alle imprese che invece si occupano di rifiuti in maniera seria». È quanto afferma Antonio Pergolizzi, giornalista e scrittore che da tredici anni cura gli annuali Rapporti Ecomafia dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente. Lo incontriamo al campus “L’ambiente vive di legalità”, organizzato da micron, Arpa Umbria, Legambiente Umbria, Libera Umbria e la Scuola di Ecologia, sull’isola Polvese.

«Nel campo dei rifiuti non si fanno adeguate politiche di prevenzione e quando ci si trova a ragionare di rifiuti urbani, molto spesso questi vengono visti più che come una risorsa come un costo», dice, sottolineando che ogni anno in Italia vengono prodotti circa 160 milioni di tonnellate di rifiuti, tra urbani e speciali. «Molto spesso questi rifiuti vengono lasciati a modelli di gestione obsoleti anche perché non c’è la capacità di immaginare un futuro alternativo, un futuro più sostenibile e che sia effettivamente capace di valorizzare frazioni importanti di scarti, che vengono ancora oggi mandati in discarica», dice.

Ciononostante, il suo giudizio sul Paese è positivo: negli ultimi dieci anni, sostiene, l’Italia ha fatto passi da gigante sulla raccolta e sul trattamento dei rifiuti. Ma se alcuni territori, come il Veneto o la Lombardia «Sono dei modelli molto virtuosi sulla raccolta dei rifiuti, soprattutto attraverso modalità di porta a porta che mirano a valorizzare gli scarti», altri… Continua a leggere su Rivista micron

*Questo articolo è stato pubblicato su Rivista micron il 21.07.2019

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