• Editare foto live per i social: si può fare!
  • Velocità o qualità? Si possono avere entrambe
  • Come editare live con la app di Lightroom CC
  • Impostate la macchina fotografica come si deve
  • Come preparare il preset
  • Come salvare il preset
  • Ultimi consigli: le cose banali a cui non avete pensato

Non so se lo avete notato, ma spesso le foto pubblicate sui social per coprire eventi in diretta sono di bassa qualità. Che siano pubblicate su Twitter, Facebook o qualsiasi altro social network, hanno spesso colori sbagliati, inquadrature storte, sono sgranate per via dello zoom elettronico del cellulare o rovinate dalla pochissima luce ambientale. È un problema serio, soprattutto ora che la comunicazione social è diventata così importante per istituzioni e aziende. Bene, non si può fare qualcosasi può fare moltissimo.

Qualcuno dirà che scattare con una macchina fotografica professionale per pubblicare live sui social sia sostanzialmente inutile e soprattutto troppo lento: non è sempre così. Ho da poco lavorato insieme a diversi bravissimi colleghi alla conferenza “The State of the Union”, fornendo al social media team foto scattate con attrezzatura professionale ed editate in diretta con il cellulare. Grazie a due app davvero utili – Canon Camera ConnectLightroom CC – è stato possibile pubblicare sui canali social foto di alta qualità, scattate con reflex e obiettivi luminosi, e pronte abbastanza velocemente da permettere il livetwitting o per postare immagini su Facebook via via che si succedevano gli eventi.

Secondo la mia esperienza il tempo che passa dallo scatto alla condivisione sui social è, con le giuste impostazioni, quasi trascurabile. Preparandosi in anticipo si può scattare, scaricare, editare e condividere la foto in un paio di minuti. Come sempre, però, la vera questione è fare una scelta tra priorità: bisogna trovare il giusto equilibrio tra la qualità che desideriamo e le necessità che la situazione (o gli obiettivi che ci siamo prefissati) impongono.

Velocità o qualità? Si possono avere entrambe.

Il problema principale è riuscire a coniugare la qualità di uno scatto e di un editing professionale con la velocità richiesta per la condivisione della fotografia. Si dirà: scattare con una macchina professionale, scaricare le foto, passarle in un programma di postproduzione e poi pubblicarle prende troppo tempo. In un certo senso è vero, ma grazie alle nuove tecnologie che si trovano in moltissime reflex e mirrorless di ultima generazione questi passaggi si possono fare al volo.

Quando ho comprato la mia macchina fotografica non pensavo che avrei mai usato la connettività Wi-Fi, che mi sembrava una funzionalità eccessiva, superflua – sicuramente secondaria rispetto a tutte le altre. Mi sbagliavo: la connettività Wi-Fi e un’app sul cellulare (o tablet) permettono di entrare immediatamente nella scheda di memoria, selezionare le immagini migliori da uno schermo più grande dell’LCD del corpo macchina e scaricarle immediatamente sul telefono. A questo punto basta aprire Lightroom, importarle e iniziare il fotoritocco.

L’immagine di partenza, come sempre, dev’essere di buona qualità. Sul cellulare si lavora coi Jpeg e anche se si perdono immediatamente sia la potenza che la duttilità del formato RAW si possono ancora ottenere ottimi risultati. L’editing dev’essere leggero: se si tratta di correggere il bilanciamento del bianco o uno stop di luce, aprire le ombre o intervenire sui colori siete in una botte di ferro. E se intendete applicare filtri graduati o maschere non troppo complicate ce la potete ancora fare.

Come editare live con la app di Lightroom CC

La forza dell’app di Lightroom CC sono i preset: sono loro che vi permetteranno di essere veloci e precisi nell’editing delle fotografie. Ve li potete preparare con tutta calma a casa, o anche all’ultimo minuto editando il primo scatto della giornata e salvando i parametri per tutti gli scatti successivi. Un preset ben costruito vi consente di fare l’editing della vostra foto in un solo “click” scorrendo la barra inferiore fino a “predefiniti” e selezionando quello desiderato. E se proprio non siete riusciti a prepararvi, potete sempre editare un solo scatto e poi fare copia-incolla delle regolazioni su tutti quelli fatti in condizioni simili.

Per preparare un preset bisogna pensare a cosa succederà nel bel mezzo del vostro servizio fotografico, o rischiate di fare un gran pasticcio. Vi dovete chiedere: sarò sempre nelle stesse condizioni di luce oppure no? Quali impostazioni posso lasciare in automatico e quali, invece, devo impostare manualmente? Quali impostazioni rischiano di farmi perdere tempo nell’editing della fotografia? Per rispondere a queste domande, credo dobbiate fare questi due piccoli passi: impostare (e conoscere) la vostra macchina in anticipo e preparare correttamente il vostro preset.

Impostate la macchina fotografica come si deve

Dovete conoscere la vostra macchina e gli obiettivi che andrete ad usare. Soprattutto, dovete conoscerne i limiti. Visto che stiamo parlando di conferenze al chiuso, chiedetevi: fino a che punto la mia foto può essere sottoesposta? Fino a che punto posso alzare gli ISO prima che l’immagine sia troppo rovinata? E ancora: volete lasciare che la sensibilità ISO si regoli in automatico perché non avete tempo di scegliere contemporaneamente ISO, tempi e apertura? Bene: obbligate gli ISO automatici a rispettare un limite massimo che vi garantisca una qualità accettabile e un basso livello di rumore digitale.

Detto questo, credo che dobbiate fare un po’ di attenzione al profilo con cui la vostra immagine sarà salvata subito dopo lo scatto, perché lo stesso preset potrebbe darvi risultati molto diversi a seconda delle impostazioni di salvataggio che avrete scelto. Sto parlando di quello che su Canon si chiama “Stile Foto” ed è il profilo preimpostato con cui viene salvata la fotografia sulla vostra scheda di memoria.

Io uso sempre e solo il “neutro”, che richiede qualche piccolissimo aggiustamento in postproduzione di contrasto, nitidezza, vividezza e saturazione. Se usate un altro “stile” tra quelli preimpostati – o tra quelli che avete regolato voi – i parametri di nitidezza, contrasto, saturazione, etc. avranno già certi livelli di partenza. Nel prepararvi a editare la foto “in un click”, dovete considerare che vi servirà un preset per ogni “Stile Foto” (o, molto più semplicemente, dovrete togliere la scelta automatica dello stile e scegliere un profilo con cui scattare per l’intero servizio).

Preparare il preset: non intervenite su quei parametri che cambiano di scatto in scatto

Preparando il preset, aggiustate tutti i parametri per perfezionare il vostro scatto sulla base dello “Stile Foto” che avete scelto. Soprattutto se usate uno zoom, inserite anche i parametri che aggiustano in automatico aberrazione cromatica e distorsione dell’obiettivo (e create un preset per ciascun obiettivo che andrete a usare). Ognuno di noi ha un gusto personale sugli aggiustamenti di colore, nitidezza, saturazione e tutte le altre varie ed eventuali che la postproduzione digitale permette. Ma i miei consigli fondamentali sono questi:

– Non toccate l’esposizione: per quanto siate precisi nello scatto, ogni foto sarà esposta diversamente. Nel preset, io lascerei l’esposizione sullo 0. Cambiare il livello di esposizione vi prenderà pochi secondi per ciascuna foto (basta scorrere la barra di regolazione a destra e sinistra) e potrete farlo molto più correttamente subito prima di esportare l’immagine. A questo proposito, se volete una mano, fatevi aiutare dall’istogramma che Lightroom vi mette a disposizione.

– Bilanciamento del bianco: se tutto il vostro servizio si svolge nella medesima stanza e con la medesima luce potete trovare il giusto bilanciamento del bianco direttamente in macchina. Se per qualsiasi motivo lasciate il bilanciamento in automatico, in alcune condizioni anche la vostra macchina potrebbe sbagliare a regolarlo. Nel preset, potete lasciar impostare la temperatura colore in automatico a Lightroom (e, in caso di problemi, regolarla manualmente subito prima dell’esportazione).

– Ritaglio: salvo necessità particolari, lasciate questa impostazione fuori dal preset o il programma ripeterà lo stesso tipo di ritaglio su tutte le foto a cui lo applicherete.

– Vignettatura: stessa problematica del ritaglio. A volte l’aggiunta di un po’ di vignettatura aiuta a far risaltare meglio il soggetto, ma se proprio volete aggiungerla a una foto (è una scelta molto personale), fatelo manualmente dopo aver applicato il preset.

– Andateci piano: qualsiasi sia il parametro su cui volete intervenire, non esagerate. Anche su PC, è inutile aggiungere quantità sproporzionate di saturazione, fare enormi S nelle curve, portare le luci a -50 e le ombre a +100. La vostra foto ne uscirà distrutta, soprattutto se Jpeg. Meglio creare un preset base con regolazioni piccole e proporzionate che possano andar bene per tutti gli scatti. Per esagerare, avrete tempo dopo. 

Come salvare il preset

Come si salva un preset su Lightroom CC? Prendete uno scatto di prova e pigiate “mostra istogramma” nei tre pallini del menu in alto a sinistra. Fate tutte le (micro)regolazioni che vi servono intervenendo su luce, colore, dettagli e ottica – tenendo sempre ben a mente la situazione in cui vi troverete quando applicherete in fretta e furia il vostro preset. 

Infine, scorrete tutto a destra la barra delle regolazioni. Pigiate su “Predefiniti” e cliccate sui tre pallini del menu. Lì potrete pigiare su “Crea predefinito” dandogli un titolo appropriato e selezionando tutte le regolazioni da includere nel vostro preset.

Ecco, avete finito. Al prossimo scatto non dovrete regolare nulla. Basterà andare direttamente sul tasto “Predefiniti” e selezionare il nome del preset che avete già creato. Provateci: in un click, avrete la vostra foto pronta per essere esportata e condivisa.

Ultimi consigli: le cose banali a cui non avete pensato

Siamo finalmente arrivati alla fine di questo lungo post, ma c’è ancora qualche consiglio non banale che è il caso di aggiungere. Perché è sulle piccole cose che, ogni volta, si rischia di inciampare.

1. Cellulare o tablet: arrivate a con le batterie cariche e portatevi un power bank. Sarebbe un peccato rimanere senza carica.

2. Memoria del cellulare o tablet: stessa cosa. Arrivate sul luogo del servizio con una bella scheda di memoria libera. Scaricare ed esportare foto richiede un mucchio di spazio: non averlo vi rallenterà moltissimo.

3. Scattate la miglior foto possibile: meglio ripeterlo. Non potete fare magie con la app di Lightroom CC, soprattutto perché lavorate su file Jpeg. La foto di partenza dev’essere ottima. Punto. 

4. Ricordatevi di esportare la foto: per condividere lo scatto, meglio che il file sia leggero. Esportatelo a 2048 px. Non usate la “Qualità più elevata disponibile” perché è del tutto inutile: vi rallenterebbe soltanto.

Avete già lavorato con l’editing e la condivisione di foto ‘live’? La vostra esperienza è diversa o avete consigli/suggerimenti con cui integrare questo post? Fatemelo sapere. Potete scrivermi nelle varie sezioni di commenti o inviandomi un’e-mail.