Photo Credit: Cole Keisteron on Unsplash

  • L’VIII indagine ADI sul dottorato in Italia
  • Che fine ha fatto il dottorato senza borsa?
  • Sempre nello stesso ateneo
  • Come migliorare il dottorato in Italia?
  • E dopo il dottorato?

L’hanno chiamata “Niente di nuovo sul fronte occidentale” l’ottava indagine ADI su Dottorato e Post-Doc presentata ieri a Roma nella Sala Stampa del Senato a Palazzo Madama. Anche quest’anno l’indagine dell’Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca in Italia ha fatto luce sulle condizioni di vita e di lavoro dei giovani “ricercatori in formazione” nel nostro Paese, presentando non pochi dati sorprendenti.

Incredibile ma vero, il numero di posti di dottorato banditi in Italia si restringe ancora. Dopo un piccolo aumento registrato nel 2016 e nel 2017 (che aveva fatto ben sperare), i dottorati sono tornati a calare: l’ADI registra che si è passati dai 9.288 posti del 2017 agli 8.960 di oggi, una flessione del 3,5%. E se questo può sembrare un passo indietro di dimensioni minime, basti pensare che dal 2007 i posti di dottorato in Italia si sono ridotti del 43,4%.

Non uniformemente, tra l’altro. L’indagine dell’ADI mostra che il Sud Italia ha perso oltre la metà dei posti banditi nel 2007 soffrendo più del resto del Paese, che segna comunque cali impressionanti: -41,2% per il Centro e -37% per il Nord. E se la situazione nel Mezzogiorno si è ormai abbastanza stabilizzata, dopo aver perso più di 2.400 posizioni negli ultimi undici anni, meno scontato è quanto accade al Nord Italia: pur cavandosela meglio in termini percentuali, è la parte d’Italia che ha perso più posti di dottorato in assoluto, sia rispetto al 2007 (-2533) che rispetto al 2017 (-232).

CHE FINE HA FATTO IL DOTTORATO SENZA BORSA?

Tra le poche note positive, i dottorati “senza borsa” continuano a diminuire rispetto a quelli finanziati, riducendosi ad appena il 16,9% di tutti i posti messi a bando: un trend che prosegue quasi ininterrottamente da almeno otto anni, ma che non riesce comunque a diventare il punto di svolta attorno a cui cambiare completamente il funzionamento del dottorato italiano. Continua a leggere su Rivista Micron

*Questo articolo è stato pubblicato su Rivista Micron il 9.05.2019

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