Photo Credit: Joey Csunyo on Unsplash

  • Cercate un advisor più che un’università
  • Le esperienze all’estero sono fondamentali
  • Shock culturali e altre difficoltà
  • Dove reperire informazioni e consigli per un dottorato in USA

Quali sono le qualità di un buon professore? Come dovrebbe essere un dottorato, perché sia efficace? Quali sono le difficoltà che potreste incontrare andando a fare il Ph.D. negli USA? Se vi state ancora facendo domande sul dottorato negli Stati Uniti, in questo articolo proveremo a darvi gli ultimi consigli a partire dalle parole di chi si è già trovato nelle vostre condizioni. Si chiude così il nostro viaggio negli Stati Uniti: tra due settimane torneremo in Europa per esplorare il mondo del Ph.D. nel Regno Unito.

CERCATE UN ADVISOR PIÙ CHE UN’UNIVERSITÀ
Lo abbiamo già accennato, ma più che dal nome dell’università, la qualità del vostro Ph.D. dipenderà dalle persone e dal gruppo di ricerca con cui lavorerete. Per questo motivo, se potrete scegliere il laboratorio in cui fare il dottorato dovreste cercare un advisor, un professore, che faccia al caso vostro. È qui che il gioco diventa davvero complicato, perché come spiega Francesco Restuccia, «un bravo professore non è detto che sia un bravo advisor. Soprattutto un bravo professore non è detto che ti aiuti dal punto di vista accademico». Per Francesco, un buon advisor è qualcuno che riesce a prepararvi anche per quel che verrà dopo il dottorato: la carriera nella ricerca o nell’accademia. E quindi deve essere qualcuno che «ti fa pubblicare in posti buoni; ti segue; ti fa conoscere persone chiave in varie conferenze, in varie riviste – diciamo – ti forma e ti prepara dal punto di vista accademico». Perché un buon dottorato, secondo lui, è quello «in cui impari tanto, pubblichi tanto, e fai tante connessioni». Continua a leggere su Rivista Micron.

*Questo articolo è stato pubblicato su Rivista Micron il 20.08.2018