Brexit e dottorato: che succederà?

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  • Un po’ di chiarezza: il punto sulla Brexit
  • Cosa è già stato deciso per studenti, dottorandi e ricercatori
  • Quali sono i principali rischi per l’università inglese?
  • Il nodo delle tasse
  • Cosa stanno facendo le università inglesi in favore dei cittadini europei?

«Neanche il Primo Ministro sa effettivamente quello che sta facendo» mi dice Francesca Troiani in una sala conferenze dell’Imperial College. «Io sono arrivata al punto in cui ho detto “ok, basta”. Aspetto che decidano e ci dicano: “È così”, e poi vedo cosa avranno detto. Perché star dietro a tutti i comunicati che hanno fatto nel giro dell’ultimo anno non ha avuto nessun senso», dice. Le constatazioni di Francesca sono simili a quelle dei tanti giovani italiani che studiano o fanno ricerca in Regno Unito: secondo i dati della Higher Education Statistic Agency gli studenti italiani in Gran Bretagna nell’A.A. 2016/17 sono stati 13.455. Di questi, 2.835 sono impegnati in un progetto diricerca post-laurea.

Da quando, due anni fa, un referendum ha deciso che il futuro del Regno Unito sarebbe stato fuori dall’UE, è cominciato un carosello politico che ha dell’incredibile: dimissioni del primo ministro, nuove elezioni, continui cambi di posizione, rese dei conti tra le correnti dei partiti, nuove dimissioni e nuovi annunci. Già soltanto avere un’opinione su quanto sta accadendo risulta difficile. In caso di Brexit, secondo Francesca «Ci saranno comunque meno persone che verranno dal resto d’Europa in Inghilterra, non soltanto perché sarà più difficile e avrai bisogno di un visto. […] È più che altro la coscienza del non essere voluti», racconta. «Per quale motivo devo andare a portare la mia conoscenza e comunque quello che il mio governo ha speso per formarmi, in un Paese che non mi vuole?», si chiede. David Bogle, Pro-Vice Provost della Doctoral School della UCL, ci racconta, invece, che secondo lui la situazione dei ricercatori in Gran Bretagna non dovrebbe cambiare granché, almeno per quanto riguarda la sua università. È un’opinione – informata – altrettanto valida, e che bisogna tenere di conto quando si cercano di capire le conseguenze della Brexit sul mondo del dottorato in Regno Unito. Continua a leggere su Rivista Micron.

*Questo articolo è stato pubblicato su Rivista Micron il 17.09.2018