Photo Credit: Michael Longmire on Unsplash

La fuga dei cervelli è un fenomeno dei nostri tempi. Esiste, non si può negare, ma alcuni ‘cervelli’, invece di volar via oltre i confini italiani, arrivano. Uno di questi è David Graham, 29 anni, scozzese. “Fisico solare”, si presenta così. Cinque anni all’Università di Glasgow, in Scozia, e un Ph.D sulle radiazioni ultraviolette sprigionate dai brillamenti solari – facendo la spola tra Italia, USA e Regno Unito – lo hanno portato all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri: una collina immersa nel verde a due passi da Firenze, nella stessa zona in cui sorge l’ultima dimora di Galileo.

Dave resterà in Italia fino a settembre, quando scadrà la sua borsa post-doc. Fino a quel momento continuerà a scaricare e studiare i dati che arrivano direttamente dal satellite IRIS, della NASA, osservando l’atmosfera solare durante i brillamenti. «Sono esplosioni enormi. Spiegandoli brevemente: viene rilasciata dell’energia e l’atmosfera solare può essere scaldata da 10.000 a, diciamo, 10 milioni di gradi nel giro di pochi minuti. La questione essenziale è come questo avvenga», dice.

Sentirlo parlare della sua ricerca è affascinante, anche per il forte impatto che i brillamenti hanno sulla Terra: le radiazioni sprigionate possono cambiare la ionizzazione della nostra atmosfera, interferire con i satelliti GPS o delle telecomunicazioni. E possono creare problemi anche a qualche essere umano: «Se ci sono astronauti nelle stazioni spaziali, devono prendere delle precauzioni, perché le radiazioni sono estremamente pericolose». Continua a leggere su Rivista Micron

*Questo articolo è stato pubblicato su Rivista Micron il 1.06.2016